MA CHI TI CREDI DI ESSERE?

 

26 gennaio: visto che nevica da far paura, invece di chattare o far cagate simili potreste procurarvi dei libri. Persino in biblioteca, dove non costano nulla e dove potreste anche fare scoperte starne pescando alla cieca.

Costui si chiama James Lee Burke. Scrive gialli, thriller, tutti ambientati in Louisiana. MI sa che che ha un bel passato di alcoolizzato eccetera. Dovrebbe aver visto le sue, insomma, soprattutto da come descrive certe allucinazioni. Due soli personaggi, il detective Robicheaux oppure un avvocato che ne è la sua copia (ne ho letto solo uno con costui, però). Ora ne è appena uscito uno nuovo, "L'angelo in fiamme" della Baldini & Castoldi, ma tutti i primi i trovate sui gialli mondadori, o in biblioteca o sulle bancarelle.

Bello sanguigno, descrizioni fantastiche di quei posti che non potrebbero essere più diversi dal nostro... La cucina deve essere interessante laggiù. Bel miscuglio di razze e bei carnevali. Gente calda comunque. Grazie a Gian che me l'ha fatto conoscere.

Questo invece è Philip Kerr. Strano tipo. Nato ad Edimburgo nel '56, ha scritto tre romanzi con un protagonista quasi inedito: un detective nella germania nazista. Bernie Gunther, questo il nome del tizio (amaro come il caffé crudo) protagonista di tre libri tutti editi da Passigli e non eccesivamente cari: Violette di marzo, Il criminale pallido, Un requiem tedesco.

Interessante tutta la visione della nascita del nazismo da parte di un non nazista che si riscopre, più che nazista, antitotalitario quando le cose iniziano a precipitare. Ex sbirro che ha mollato per schifo, si muove tra nuovi gerarchi, ebrei in fuga, criminali, puttane e russi..
Rende bene l'idea dell'orrore dell'impotenza e della inutilità del chiamarsi fuori... e starci dentro è dura... E grazie a Cristina xil gancio.

Questo è uno tanto grande quanto sconosciuto. SI chiama Andrew Vachss (ah, scriverlo giusto... quando lo consiglio sbaglio sempre...). Investigatore federale sulle malattie trasmesse sessualmente (e ha scoperto i primi orrori sui bimbi), poi assistente sociale, sindacalista, inviato dall'Onu in Biafra per soccorrere soprattutto i bimbi, poi ancora direttore di un carcere di massima sicurezza per ragazzi violenti (dove ha scardinato ogni regola e pregiudizio), quindi ha deciso di laurearsi in legge (con borsa di studio) per diventare avvocato. Il che farebbe pensare a una mammola. Beh, a confronto Ellroy sembra "Piccole donne". Leggetevi anche solo il suo libro di racconti (mi pare sia "Nato sotto una cattiva stella") e leggerete dei personaggi più bastardi e divertenti (sanguinosamente, cinicamente divertenti) che abbiate mai immaginato. per lui devo ringraziare Mini.

Tempus fugit. degli ultimi due parlo un altra volta.
Li avete riconosciuti?

 

Ho passato la maggior degli anni (dall'87 al 2004) in quell'ameno posto nomato El Paso che potete ammirare qui a fianco in una foto qui fatta durante lo spettacolo pirotecnico per il bicentenario della presa della Bastiglia (o era il compleanno dell'occupazione, o stavamo festeggiando con alcuni doni di Osama Bin Laden.. boh...).

Dall'inverno scorso (2006) mi trovate praticamente sempre in un piccolo club nel nord di Torino, l'ultima zona selvatica a ridosso della stazione Dora, al 33/u di Corso Vigevano, assieme ad altra gentaglia nota nell'ambiente torinese.
Sempre la stessa roba, musica, schitarrate, alcool, e pilu.

 

Ohhps..! Niente, volevo mettere una mia foto ma mi sono sbagliato... Nulla, questo è un mio amico, diciamo il mio guru, col quale sono andato in vacanza a pigliare un po' di sole...

Come vacanza non è stata male anche se forse abbiamo esagerato un po'...

Qui mr. Kilminster fa una gara di capezzoli con una impiegata dell'ufficio del Turismo locale che ci stava descrivendo le attrazioni della zona, sotto siamo in albergo alla mattina...

COMUNQUE.
Facciamo che foto non ne metto che tanto non ce n'è bisogno no?

 

 

Allora: anarchico in assenza di altri che tali si definiscano. Sennò meglio la monarchia.

Non mi piacciono i professionisti, detesto gli artisti, odio i politicanti, peggio se sfigati, considero la condizione degli studenti miserabile, gli operai (a meno che non siano artigiani) e gli impiegati dei poveracci, manderei su Marte (pianeta rosso e traditor) poliziotti, urbanisti, architetti e psicologi (praticamente sono una categoria sola).
Poi adesso lavorano tutti su una tastiera e in generale trovo aberrante lavorare con una sola parte del corpo (non me ne voglia la buonanima di John Holmes).
Io imbianco i muri, tanto x la cronaca.

Mi fanno schifo i frikkettoni, i punkabbestia, i fighetti, la fauna da locale, i militonti, la flora da oratorio politico, i benpensanti, gli ex rivoluzionari, i punk di gomma, gli espanditori del pensiero a casa propria..

Mi fa cagare la falsità dei piemontesi, il fatalismo dei terroni, il servilismo dei veneti, la boria dei milanesi, tutto dei veronesi, l'ottusità dei valdostani, la cafonaggine dei laziali, la tirchieria dei liguri, l'ottusità dei sardi, la lentezza dei siculi.
Fanculo agli inglesi per la loro mania della regina, agli svizzeri per la loro finta pulizia, ai francesi per la puzza al naso, ai tedeschi perché ci piace marciare al passo e per le femministe.

Da eliminare: i cantautori tutti degli anni '70, i Subsonica, Sanremo, i Bad Religion degli anni '90 e i gruppi pop che fanno finta di essere punk. A dire la verità della scena punk ufficiale mi fa cagare tutto, mi sembra, ora nel 2004, più sincera la scena rock, pensa te...
(NOTA: questo lo scrivevo nel 2004!!)

Mi piacciono le 'scene' indipendenti, quelle fatte da gente che suona assieme e fa suonare assieme perchè oltre alla musica ha altro in comune: lo spirito di indipendenza, il piacere e la curiosità di farsi le cose da soli, di condividere altro che non sia la sopravvivenza o lo 'svago' con altri affini, che non ci stanno a far la vita da polli d'allevamento.

E la scena si fa suonando, facendo casino in strada, facendo dischi, portandoli in giro, discutendo, girando, progettando. Non è un caso che buona parte della scena torinese ruoti attorno a radio Black Out che dà opportunità di fare tutto ciò e anche di più.

GIUNTA DELL'ULTIMO ANNO:
Ora ho un'agenzia mia, la GramLive con la quale ho fatto concerti in giro per Torino in diversi locali e non solo, anche nella defunta Alcova. La base ormai è lo United Club, ma non disdegno di far le cose più grosse allo Spazio 211...

Devo per forza aggiungere, all'elenco dei disgusti attuali, i preti anarchici che rpredicano ciò che non hanno mai vissuto, quelli che per lavoro trattano la musica e lo fanno come se trattassero patate, quelli che banfao insomma di musica senza aver mai pogato, senza essersi mai rotti le ossa, quelli che l'autoproduzione è tutto ma passano il tempo ad ascoltare mainstream, quelli che se non vendi non vali.

E soprattutto quelli che